Chelanti del fosforo per cane e gatto con insufficienza renale: quando servono e come darli
I chelanti del fosforo sono mangimi complementari (o, in alcuni casi, farmaci) che si mescolano al cibo e legano il fosforo nell’intestino, così che venga eliminato con le feci invece di passare nel sangue. Servono ai cani e ai gatti con insufficienza renale cronica quando il fosforo nel sangue resta alto nonostante la dieta renale: è il veterinario a decidere se e quando iniziarli, sulla base degli esami del sangue. In questa guida trovi come funzionano, quali ingredienti contengono i prodotti più usati (carbonato di calcio, chitosano, bicarbonato di sodio), come si danno in pratica e quali altri supporti il veterinario può affiancare, come il potassio o i leganti delle tossine uremiche.
Perché il fosforo è un problema nell’insufficienza renale
Il fosforo arriva soprattutto con le proteine del cibo e in condizioni normali i reni eliminano quello in eccesso con le urine. Quando i reni lavorano meno, il fosforo si accumula nel sangue: si parla di iperfosfatemia. Livelli alti di fosforo stimolano la produzione di paratormone, favoriscono depositi di minerali nei tessuti e sono associati a una progressione più rapida della malattia renale e a una sopravvivenza più breve, soprattutto nel gatto.
Per questo, nella gestione dell’insufficienza renale cronica, tenere il fosforo nei valori indicati per lo stadio della malattia è uno degli obiettivi principali, insieme al controllo della pressione, delle proteine nelle urine e dell’idratazione. Sintomi, stadi e dieta sono spiegati nella guida all’insufficienza renale nel cane e nel gatto.
Prima la dieta renale, poi il chelante
Il primo passo è quasi sempre la dieta renale, che ha fosforo ridotto e proteine controllate ma di buona qualità. In molti animali, soprattutto nelle fasi iniziali, la sola dieta basta a riportare il fosforo nei limiti. Il chelante entra in gioco quando:
- dopo 4-8 settimane di dieta renale il fosforo è ancora sopra l’obiettivo indicato dal veterinario;
- la malattia è in uno stadio più avanzato e la dieta da sola non è sufficiente;
- l’animale rifiuta la dieta renale e il veterinario sceglie una soluzione di compromesso, per esempio un alimento con meno fosforo più un chelante.
Il chelante funziona solo se viene mescolato al pasto: deve trovarsi nell’intestino insieme al fosforo del cibo. Darlo lontano dai pasti serve a poco. Per lo stesso motivo non sostituisce la dieta: se l’animale mangia un alimento molto ricco di fosforo, il chelante ne lega solo una parte.
Come funzionano i chelanti e cosa contengono
I prodotti più usati come mangimi complementari per cani e gatti combinano più ingredienti. Leggendo le schede trovi soprattutto:
- Sali di calcio (carbonato di calcio, calcio lattogluconato): nell’intestino si legano al fosforo e formano composti che non vengono assorbiti. Possono aumentare il calcio nel sangue, per questo il veterinario controlla anche la calcemia.
- Chitosano: una fibra di origine naturale che lega il fosforo nel tratto digestivo e contribuisce a ridurne l’assorbimento.
- Bicarbonato di sodio: non lega il fosforo, ma aiuta a contrastare l’acidosi metabolica, frequente nella malattia renale.
- In alcune formule ci sono anche FOS, lattobacilli, polifenoli dell’oliva e vitamine, pensati per il benessere intestinale e la difesa antiossidante.
Esistono poi chelanti che sono veri e propri farmaci, per esempio a base di idrossido di alluminio o di altri sali: si usano solo su prescrizione, con dosi e controlli decisi dal veterinario. In questa guida ci occupiamo dei mangimi complementari, che restano comunque da usare su sua indicazione.
🐾 I consigli della Redazione: chelanti del fosforo per cane e gatto
- Renal P pasta in siringa dosatrice 15 ml – carbonato di calcio, chitosano e bicarbonato di sodio in pasta appetibile; si dà 1 ml ogni 5 kg di peso, in bocca o sul cibo, in cicli di 30 giorni
- Renal Combi polvere 70 g – sali di calcio, chitosano e bicarbonato con FOS, Lactobacillus acidophilus e polifenoli dell’oliva; 0,2 g per kg di peso al giorno, mescolati al pasto
- Renal Combi polvere 240 g – la stessa formula nel formato grande, comodo per i cani di taglia media e grande o per le terapie lunghe
Da usare su indicazione del veterinario, che decide dose e durata in base agli esami del sangue.
Come si danno in pratica
- Mescola il chelante al pasto, meglio se umido: la polvere aderisce meglio al cibo morbido. Con le crocchette, inumidiscile leggermente con un po’ d’acqua tiepida.
- Dividi la dose tra i pasti: se l’animale mangia due o tre volte al giorno, il chelante va distribuito su ogni pasto, non tutto in una volta.
- Parti gradualmente se il tuo animale è diffidente: alcuni gatti notano subito una polvere nuova nella ciotola. Inizia con una piccola quantità e aumenta in qualche giorno fino alla dose indicata. In alternativa, una pasta in siringa si può dare direttamente in bocca, come spiegato nella guida alle paste orali per cane e gatto.
- Lascia sempre acqua fresca a disposizione e, nei gatti, favorisci l’umido: l’idratazione è importante quanto il controllo del fosforo.
- Distanzia gli altri farmaci: i chelanti possono ridurre l’assorbimento di alcuni medicinali dati per bocca. Chiedi al veterinario come organizzare gli orari se il tuo animale ne prende altri.
Se il gatto smette di mangiare per colpa della polvere, non insistere: un gatto renale che non mangia rischia più di un fosforo un po’ alto. Parla con il veterinario, che può cambiare prodotto o formato.
Controlli: ogni quanto rifare gli esami
Il chelante non si «imposta» una volta per tutte. Di solito il veterinario ricontrolla fosforo, calcio e funzionalità renale dopo 4-6 settimane dall’inizio, poi a intervalli regolari in base allo stadio della malattia. Se il fosforo scende troppo o il calcio sale, la dose va ridotta. Alcuni segnali da riferire subito al veterinario sono stitichezza, perdita di appetito, vomito o debolezza.
Nel gatto anziano gli esami del sangue periodici servono anche a scoprire per tempo la malattia renale, spesso silenziosa all’inizio: ne parliamo nella guida al gatto anziano. Le terapie farmacologiche che il veterinario può affiancare sono descritte in insufficienza renale nel gatto: farmaci e trattamenti.
Altri supporti che il veterinario può affiancare
Oltre al fosforo, nell’insufficienza renale ci sono altri squilibri da gestire. Due prodotti spesso confusi con i chelanti, ma con un ruolo diverso:
- Potassio: con la poliuria, cioè quando l’animale urina molto, si perde potassio. Il potassio basso dà debolezza muscolare e inappetenza, soprattutto nel gatto. Il potassio citrato si integra solo se gli esami lo indicano.
- Leganti delle tossine uremiche: legano nell’intestino i precursori di alcune tossine (come indolo e p-cresolo) che si formano dalla digestione delle proteine, per farli eliminare con le feci. Non legano il fosforo, ma possono far parte del piano nutrizionale del gatto renale.
🐾 I consigli della Redazione: supporti da affiancare su indicazione del veterinario
- Porus One 30 bustine – per il gatto: lega nell’intestino i precursori delle tossine uremiche; una bustina al giorno sparsa sul cibo
- Karenal Pet polvere 50 g – potassio per cani e gatti in caso di poliuria, vomito prolungato o uso di diuretici, quando il veterinario rileva la carenza
Le diete renali più usate, compreso un umido Monge pensato per i cani e i gatti con problemi renali e calcoli di ossalato, le abbiamo descritte in Monge VetSolution Renal & Oxalate; per una panoramica sugli integratori renali nel gatto leggi anche la guida all’integratore renale per gatti.
Errori da evitare
- Iniziare un chelante senza esami: se il fosforo è già normale non serve, e i sali di calcio in eccesso possono creare problemi.
- Darlo lontano dal cibo: perde quasi tutta la sua efficacia.
- Sommare più prodotti con calcio, per esempio un chelante e un integratore di calcio, senza chiedere al veterinario.
- Abbandonare la dieta renale pensando che il chelante basti da solo.
- Usare prodotti per uso umano o farmaci di altri animali di casa.
Se al tuo animale sono state prescritte anche compresse, trovi i metodi più semplici nella guida su come dare la pastiglia al gatto e al cane. E se il tuo gatto è difficile a tavola, leggi come scegliere un umido al tonno completo o complementare, da concordare con il veterinario se segue una dieta renale.
Domande frequenti
Cosa sono i chelanti del fosforo?
Sono sostanze che, mescolate al cibo, legano il fosforo nell’intestino e ne riducono l’assorbimento. Si usano nei cani e nei gatti con insufficienza renale cronica e fosforo alto nel sangue.
Il chelante del fosforo si può dare senza dieta renale?
In genere si aggiunge alla dieta renale, non la sostituisce. Se l’animale rifiuta la dieta, è il veterinario a valutare un’alternativa con un chelante.
Quando si vedono i risultati?
Il veterinario di solito ricontrolla gli esami dopo 4-6 settimane. La dose si regola in base ai valori di fosforo e calcio.
Il chelante va dato a stomaco vuoto?
No, va dato insieme al pasto e diviso tra i pasti della giornata, perché deve legare il fosforo contenuto nel cibo.
In sintesi
I chelanti del fosforo aiutano a tenere sotto controllo il fosforo nei cani e nei gatti con insufficienza renale cronica, quando la dieta renale da sola non basta. Vanno mescolati a ogni pasto, introdotti gradualmente e usati su indicazione del veterinario, con esami di controllo periodici. Su Scodinzolando trovi chelanti, integratori renali e diete renali per cane e gatto. Spediamo in tutta Italia, con spedizione gratuita da 49€.
Le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono la visita veterinaria. Foto di copertina: “Stethoscope examination of an orange cat in Newark, New Jersey” di Veterinarian Pet Alliance, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons (ritagliata). Foto nel testo: “Gizmo 17jaar” di DirkVE, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons (ritagliata).







