Mano che solleva il labbro di un gatto per controllare denti e gengive

Tartaro nel gatto: segnali, igiene orale, snack dentali e quando serve il veterinario

Il tartaro nel gatto è placca batterica che si indurisce sui denti, soprattutto su canini e premolari superiori, e porta a gengivite, alito cattivo e, con il tempo, a malattia parodontale e perdita dei denti. Quello già formato si toglie solo con la detartrasi dal veterinario, in anestesia generale. Quello che puoi fare a casa è rallentarne la formazione: spazzolare i denti, se il gatto lo accetta, oppure usare gel enzimatici, salviette dentali, additivi per l’acqua e crocchette o snack pensati per l’igiene orale. In questa guida trovi i segnali da riconoscere, cosa funziona davvero e quando serve una visita.

Perché il gatto fa il tartaro

Dopo ogni pasto sui denti si deposita un sottile strato di batteri e residui di cibo, la placca. Se non viene rimossa, in pochi giorni si mineralizza con i sali della saliva e diventa tartaro, una crosta giallo-marrone ruvida che trattiene altra placca. Il problema vero non è il tartaro visibile, ma quello che succede sotto il bordo della gengiva: i batteri infiammano i tessuti che tengono il dente nell’osso e, nel tempo, il dente si muove e fa male.

La malattia parodontale è tra i disturbi più comuni del gatto adulto: secondo le principali associazioni veterinarie la maggior parte dei gatti sopra i tre anni ne mostra almeno qualche segno. Contano l’età, la predisposizione individuale e di razza (persiani, siamesi e gatti a muso corto sono più esposti), i denti affollati o i denti da latte rimasti al loro posto e un’alimentazione solo molle. Se hai un gattino, leggi anche quando il gatto cambia i denti: è il momento giusto per abituarlo alle cure della bocca.

I segnali da non sottovalutare

Il gatto nasconde molto bene il dolore e continua spesso a mangiare anche con la bocca infiammata. Per questo conviene sollevare il labbro una volta alla settimana e guardare denti e gengive. Fai attenzione a:

  • alito cattivo, persistente e non legato al pasto appena consumato;
  • una linea rossa lungo il bordo della gengiva, gengive gonfie o che sanguinano;
  • depositi giallo-marroni sui denti, soprattutto sui premolari superiori in fondo alla bocca;
  • cambiamenti nel modo di mangiare: mastica da un solo lato, lascia cadere il cibo, preferisce l’umido, si avvicina alla ciotola e poi rinuncia;
  • bava, si tocca la bocca con la zampa, scuote la testa, smette di lavarsi e il pelo diventa opaco o arruffato;
  • calo di peso o irritabilità quando lo tocchi vicino al muso.

Nel gatto ci sono anche due problemi che a casa non si possono gestire. Le lesioni da riassorbimento (dette anche FORL) sono «buchi» che si aprono sul dente, spesso al colletto, molto dolorose. La gengivostomatite cronica è un’infiammazione intensa di gengive e mucosa, con dolore forte nel mangiare. In entrambi i casi serve il veterinario, spesso con radiografie dentali.

Primo piano della bocca aperta di un gatto con denti e gengive in vista

Detartrasi: quando serve e come funziona

Se il tartaro è già evidente o le gengive sono infiammate, nessun prodotto lo scioglie: va rimosso dal veterinario con la detartrasi. Nel gatto si fa sempre in anestesia generale, perché la pulizia più importante è quella sotto la gengiva e perché vanno valutati tutti i denti, spesso con radiografie. La pulizia «senza anestesia» toglie solo la parte visibile e lascia il problema dove fa danni.

Prima dell’intervento il veterinario fa una visita e, soprattutto nei gatti anziani, esami del sangue per scegliere l’anestesia più adatta. Dopo la detartrasi è il momento migliore per iniziare la prevenzione a casa: i denti sono puliti e i prodotti lavorano meglio. Se sono stati estratti dei denti, nei giorni successivi segui le indicazioni sul cibo morbido; trovi qualche idea nella guida su cosa dare al gatto in convalescenza. Nei gatti anziani il controllo della bocca andrebbe fatto a ogni visita, insieme agli altri controlli che trovi nella guida al gatto anziano.

Prevenire il tartaro a casa: cosa funziona

1. Lo spazzolino, se il gatto lo accetta

Spazzolare i denti resta il metodo più efficace, perché rimuove la placca in modo meccanico prima che diventi tartaro. Serve un dentifricio veterinario, che si può ingoiare: mai quello umano, che fa schiuma e può contenere fluoro e dolcificanti non adatti agli animali, come lo xilitolo. Procedi a piccoli passi: prima fai assaggiare il dentifricio dal dito, poi massaggia le gengive, infine passa a uno spazzolino da dito o a uno molto morbido, partendo dai canini e dai denti esterni. Bastano 30 secondi al giorno. La tecnica passo passo è la stessa che spieghiamo nella guida su come lavare i denti al cane, con movimenti ancora più delicati.

2. Gel enzimatici e salviette dentali

Molti gatti non accettano lo spazzolino. In questi casi un gel enzimatico da applicare sui denti o tra gengiva e guancia aiuta a contrastare la placca: il gatto lo distribuisce leccando e masticando. Le salviette da avvolgere al dito sono un buon compromesso: si passano su denti e gengive in pochi secondi, senza risciacquo.

3. Additivi per l’acqua

Sono la soluzione meno impegnativa: si aggiungono alla ciotola dell’acqua ogni volta che la riempi. Funzionano come supporto e non sostituiscono la pulizia meccanica. Se il tuo gatto beve poco, introducili gradualmente e controlla che continui a bere come prima; trovi pro e contro nella guida agli additivi per l’acqua per l’igiene orale.

4. Crocchette e snack per l’igiene orale

Alcune crocchette complementari contengono l’alga Ascophyllum nodosum, che agisce attraverso la saliva e rallenta l’adesione della placca. Funzionano se date ogni giorno e per lunghi periodi. Gli snack dentali generici, invece, sono spesso solo croccanti: leggi bene l’etichetta e conta le calorie, soprattutto se il gatto è sterilizzato o in sovrappeso. Le diete veterinarie per l’igiene orale, con crocchette grandi e fibrose, vanno scelte con il veterinario.

🐾 I consigli della Redazione: igiene orale per il gatto

  • Orozyme gel igiene orale 70 g – gel enzimatico con lattoferrina e lisozima, con spazzolino da dito incluso; per il gatto basta mezza nocciola di gel (2 ml), anche tra gengiva e guancia se non accetta lo spazzolino
  • Salviette dentali Plaqtiv+ 64 pezzi – si avvolgono al dito e si passano su denti e gengive, senza risciacquo; adatte a cani e gatti
  • Restomyl Dentalcroq gatto 60 g – crocchette complementari con alga Ascophyllum nodosum, da dare ogni giorno nelle dosi indicate per peso; il produttore consiglia un uso continuativo di almeno 8 mesi
  • Plaqtiv+ additivo per l’acqua 500 ml – si aggiunge all’acqua di bevanda (un tappo da 10 ml ogni volta che riempi la ciotola); formulato per cani e gatti di tutte le taglie

Iniziali dopo una visita o una detartrasi: sui denti puliti la prevenzione rende di più.

Una routine semplice, settimana per settimana

  • Ogni giorno: spazzolino o gel enzimatico; in alternativa salvietta dentale. Se non riesci, almeno l’additivo nell’acqua e le crocchette per l’igiene orale.
  • Ogni settimana: solleva il labbro e controlla gengive e premolari superiori. Annota alito, appetito e modo di masticare.
  • Ogni anno (ogni sei mesi dopo i 10 anni): controllo della bocca dal veterinario.

Premia sempre il gatto dopo ogni sessione, con una carezza o il suo snack preferito, e fermati prima che si innervosisca: meglio 10 secondi ogni giorno che una lotta ogni tanto.

Se il tuo gatto esce in giardino, in autunno fai attenzione anche ai roditori avvelenati che può cacciare: leggi la guida a esche per topi e lumachicidi. E se vive con ansia visite e manipolazioni, scopri come funziona Relaxigen Pet per cane e gatto.

Domande frequenti

Il tartaro del gatto si può togliere a casa?

No. Il tartaro già formato si rimuove solo con la detartrasi dal veterinario, in anestesia generale. A casa puoi rallentare la formazione di nuova placca con spazzolino, gel enzimatici, salviette, additivi per l’acqua e crocchette per l’igiene orale.

Ogni quanto si lavano i denti al gatto?

L’ideale è ogni giorno, perché la placca si mineralizza in pochi giorni. Anche tre volte alla settimana aiutano, ma il risultato è minore.

Le crocchette secche bastano a evitare il tartaro?

No. Le crocchette normali puliscono poco, perché il gatto le spezza con la punta dei denti. Aiutano di più le crocchette complementari o le diete specifiche per l’igiene orale, sempre insieme alla pulizia meccanica.

Quando portare il gatto dal veterinario per i denti?

Se noti alito cattivo persistente, gengive rosse o sanguinanti, tartaro visibile, bava, difficoltà a masticare o calo di peso. In ogni caso almeno una volta all’anno.

In sintesi

Il tartaro nel gatto è frequente e spesso silenzioso. Quello già formato si toglie con la detartrasi dal veterinario; a casa la prevenzione si basa sulla pulizia quotidiana dei denti e, se il gatto non la accetta, su gel enzimatici, salviette, additivi per l’acqua e crocchette per l’igiene orale. Controlla la bocca ogni settimana e porta il gatto dal veterinario ai primi segnali. Su Scodinzolando trovi i prodotti per l’igiene orale di cane e gatto: spediamo in tutta Italia, con spedizione gratuita da 49€.

Le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono la visita veterinaria. Foto di copertina: “Teeth of a cat” di MiNe, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons (ritagliata). Foto nel testo: “Cat teeth” di Gabriel González from España, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons (ritagliata).

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