Microchip al gatto: costo, a cosa serve e perché è un gesto d’amore
Microchip al gatto: costo, a cosa serve e perché è un gesto d’amore
Se stai pensando di applicare il microchip al tuo gatto, sappi che si tratta di una procedura rapida, sicura e indolore, paragonabile a una normale iniezione sottocutanea. Il costo si aggira generalmente tra i 30 e i 50 euro, a seconda della struttura veterinaria e della regione in cui ti trovi, e spesso include la registrazione obbligatoria all’Anagrafe Nazionale Felina. Il microchip non è un localizzatore GPS – non ti permette di seguire gli spostamenti del tuo gatto in tempo reale – ma è il suo documento d’identità permanente: un minuscolo cilindretto grande quanto un chicco di riso che, letto con un apposito scanner, restituisce un codice univoco di 15 cifre associato ai tuoi dati anagrafici. In caso di smarrimento, incidente o furto, quel codice è l’unico ponte certo tra il tuo micio e te.
Perché il microchip è obbligatorio per i gatti?
Dal 1° gennaio 2025, in base alla Legge Regionale del Lazio (e con disposizioni analoghe già attive o in fase di adozione in numerose altre regioni italiane), l’identificazione tramite microchip e la registrazione all’Anagrafe Nazionale Felina sono diventate obbligatorie per tutti i gatti domestici. Non si tratta di un capriccio burocratico, ma di una misura pensata per combattere il randagismo, responsabilizzare i proprietari e garantire la tracciabilità degli animali.
Se adotti un gattino da un allevamento o da un’associazione, lo riceverai quasi sempre già microchippato. Se invece il tuo gatto è nato in casa o lo hai accolto prima dell’entrata in vigore dell’obbligo, sei tenuto a provvedere entro i termini stabiliti dalla tua regione. Il mancato rispetto dell’obbligo può comportare sanzioni amministrative, ma al di là dell’aspetto legale c’è una ragione più profonda: un gatto senza microchip è un gatto invisibile. Se si perde, se qualcuno lo raccoglie pensando sia randagio, se finisce in un canile o in una colonia felina, nessuno potrà risalire a te.
Come funziona l’applicazione del microchip? Fa male al gatto?
L’applicazione è semplicissima e non richiede anestesia né sedazione. Il veterinario utilizza una siringa sterile monouso con un ago leggermente più largo del normale, all’interno del quale è alloggiato il microchip. L’inserimento avviene per via sottocutanea, di solito nella zona del garrese, cioè tra le scapole. La sensazione per il gatto è quella di una puntura: un fastidio di un attimo, che si esaurisce nel giro di pochi secondi.
Molti proprietari temono che il microchip possa migrare nel corpo o causare reazioni avverse. La realtà è che i casi di migrazione significativa sono rari e quasi sempre legati a un inserimento tecnico non ottimale; per questo è importante affidarsi a un veterinario di fiducia. Dopo l’applicazione, il professionista passa lo scanner per verificare che il codice venga letto correttamente. In quel momento puoi vedere con i tuoi occhi come funziona: avvicinando il lettore al punto di inserimento, sul display compare immediatamente il numero identificativo. È la conferma che il tuo gatto ha ora un’identità ufficiale e inconfondibile.
Subito dopo la procedura puoi portare a casa il tuo micio senza alcuna precauzione particolare. Potrebbe leccarsi la zona per qualche minuto, come farebbe dopo qualsiasi iniezione, ma non servono cerotti, collari elisabettiani o giorni di osservazione. Per aiutarlo a vivere l’esperienza con serenità, puoi premiarlo subito dopo con un piccolo snack, magari un snack liofilizzato al pollo per gatti che lo distragga e trasformi il momento in un ricordo positivo.
Cosa fare se il gatto si perde o se trovo un gatto con microchip?
Il microchip è un’ancora di salvezza proprio nelle situazioni che ogni proprietario teme: la fuga da casa, lo smarrimento durante un trasloco, il gatto che non torna per giorni. Se il tuo gatto sparisce, la prima cosa da fare – dopo aver setacciato il quartiere e avvisato i vicini – è contattare il servizio veterinario della tua ASL e i canili della zona, fornendo il numero del microchip. Quel codice è la chiave che permette di incrociare i dati: se qualcuno ha ritrovato il tuo gatto e lo ha portato in una struttura, il microchip verrà letto e i tuoi recapiti appariranno immediatamente.
Vale anche il contrario. Se trovi un gatto che sembra smarrito, ben tenuto ma senza targhetta sul collare, non dare per scontato che sia randagio. Portalo da un veterinario o in un canile convenzionato per fargli leggere il microchip: l’operazione è gratuita e dura pochi secondi. Se il gatto è registrato, il veterinario potrà risalire al proprietario e farlo contattare. È un gesto che può ricongiungere una famiglia nel giro di poche ore.
Un dettaglio importante: il microchip non sostituisce la medaglietta con il tuo numero di telefono. Sono due strumenti complementari. La medaglietta permette a chiunque trovi il tuo gatto di chiamarti immediatamente, senza bisogno di uno scanner. Il microchip garantisce l’identificazione certa anche se il collare si sfila o si rompe – cosa che con i gatti, abituati a infilarsi ovunque, accade spesso.
Microchip e viaggi: è indispensabile per il passaporto?
Se hai in programma di viaggiare con il tuo gatto, anche solo per una vacanza in Europa, il microchip è il prerequisito assoluto per ottenere il passaporto europeo per animali da compagnia. La normativa comunitaria stabilisce che l’animale debba essere identificato tramite microchip prima di ricevere la vaccinazione antirabbica: il veterinario legge il codice, lo annota sul passaporto e solo a quel punto somministra il vaccino. Se la sequenza non viene rispettata – vaccino prima, microchip dopo – il passaporto non è valido e dovrai ripetere la vaccinazione.
Il microchip è anche lo strumento che consente ai controllori di frontiera, ai doganieri e ai veterinari portuali di verificare in pochi istanti che il gatto in trasportino sia effettivamente quello descritto nei documenti. Senza microchip, il tuo gatto non può varcare i confini nazionali in regola con la legge. Vale per i viaggi in treno, in aereo, in nave e persino per alcuni spostamenti interni se attraversi regioni con regolamenti specifici.
Domande frequenti sul microchip per gatti
Il microchip contiene un GPS per localizzare il gatto?
No, il microchip non è un dispositivo di geolocalizzazione. È un trasponder passivo, cioè un minuscolo circuito che si attiva solo quando viene letto da uno scanner compatibile a distanza ravvicinata. Non emette segnali, non ha batteria e non ti permette di seguire gli spostamenti del tuo gatto su una mappa. Per la localizzazione in tempo reale esistono collari con GPS, che sono prodotti diversi con una funzione diversa.
Il microchip va sostituito o ha una scadenza?
Il microchip non ha batteria, non contiene parti mobili e non ha una scadenza. Una volta inserito, è progettato per durare tutta la vita del gatto senza bisogno di manutenzione o sostituzione. L’unica accortezza è verificare, durante le visite veterinarie periodiche, che sia ancora leggibile: il veterinario può passare lo scanner in pochi secondi per controllare che tutto funzioni correttamente.
Cosa devo fare se cambio numero di telefono o mi trasferisco?
Devi aggiornare i tuoi dati nell’Anagrafe Nazionale Felina. Il microchip è utile solo se le informazioni associate al codice sono corrette: un numero di telefono vecchio o un indirizzo non più valido rendono impossibile rintracciarti. L’aggiornamento si fa tramite il veterinario o direttamente presso i servizi veterinari della ASL di competenza. È una procedura semplice che richiede pochi minuti, ma è fondamentale tenerla a mente quando cambi residenza o recapito telefonico.
Posso far applicare il microchip al gatto durante la sterilizzazione?
Sì, molti veterinari propongono di inserire il microchip mentre il gatto è già sotto anestesia per la sterilizzazione, in modo da azzerare anche quel minimo fastidio della puntura. È una scelta comoda, ma non necessaria: l’applicazione è così rapida e tollerata che può essere eseguita in qualsiasi momento, anche durante una visita di routine, senza bisogno di sedazione.
Approfondimenti Per informazioni veterinarie affidabili, rivolgiti sempre al tuo veterinario di fiducia o consulta le risorse della [FNOVI](https://www.fnovi.it), la Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani.
"Foto di Kristina Yadykina su Unsplash
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