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Ghiandole Perianali del Cane Infiammate: Come Riconoscerle e Cosa Fare Subito

da Scodinzolando 21 Jul 2026 0 Commenti

Ghiandole Perianali del Cane Infiammate: Come Riconoscerle e Cosa Fare Subito

Le ghiandole perianali infiammate nel cane sono un disturbo molto frequente che si manifesta quando i due piccoli sacchetti situati ai lati dell'ano non riescono a svuotarsi correttamente. Il segnale più tipico che un padrone nota è il cosiddetto "slittino": il cane striscia il posteriore sul pavimento, cercando sollievo da un fastidio che può andare dal semplice prurito al dolore acuto. Altri campanelli d'allarme sono il leccamento insistente della zona, un odore sgradevole e metallico, e a volte gonfiore o arrossamento visibile. Non si tratta quasi mai di un'emergenza, ma ignorare i sintomi può portare a complicazioni come ascessi o fistole, che richiedono l'intervento immediato del veterinario.

Cosa sono esattamente le ghiandole perianali e a cosa servono?

Le ghiandole perianali, chiamate anche sacchi anali, sono due piccole strutture grandi quanto un pisello posizionate simmetricamente ai lati dell'ano del cane, all'incirca nella posizione che su un orologio corrisponderebbe alle ore 4 e alle ore 8. Al loro interno producono una secrezione liquida, densa e dall'odore molto pungente, che viene rilasciata naturalmente durante la defecazione.

La funzione di questa secrezione è principalmente comunicativa. In natura, e ancora oggi nei nostri cani domestici, il liquido delle ghiandole perianali funge da "carta d'identità olfattiva": ogni cane ha un odore unico, che deposita insieme alle feci per marcare il territorio e comunicare informazioni su di sé agli altri cani. È il motivo per cui i cani si annusano il posteriore quando si incontrano: stanno leggendo un vero e proprio messaggio chimico.

Quando il meccanismo di svuotamento siinceppa, la secrezione ristagna, si addensa e può infiammare i tessuti circostanti, creando un problema che da semplice fastidio può evolvere in qualcosa di più serio.

Perché le ghiandole perianali si infiammano? Le cause più comuni

L'infiammazione delle ghiandole perianali non arriva mai per caso. Ci sono fattori predisponenti che ogni padrone dovrebbe conoscere per prevenirla.

Feci troppo morbide. Questa è la causa di gran lunga più frequente. Le ghiandole si svuotano grazie alla pressione meccanica esercitata dal passaggio delle feci durante la defecazione. Se le feci sono cronicamente molli o poco formate, quella pressione viene meno e la secrezione ristagna. Un'alimentazione poco equilibrata, con eccesso di carboidrati o proteine di bassa qualità, è spesso alla base del problema.

Predisposizione anatomica. Alcuni cani nascono con dotti escretori particolarmente stretti o posizionati in modo tale da ostacolare il normale svuotamento. In questi casi l'infiammazione tende a recidivare.

Razze più colpite. I cani di piccola taglia sono statisticamente più soggetti a questo disturbo. Barboncini, Chihuahua, Bassotti, Beagle e Cocker Spaniel sono tra le razze in cui il problema si presenta con maggiore frequenza, ma nessun cane ne è immune.

Obesità e vita sedentaria. Un cane in sovrappeso ha una muscolatura perianale meno tonica, e questo può compromettere il fisiologico svuotamento delle ghiandole durante la defecazione. Anche la mancanza di movimento regolare incide negativamente sulla regolarità intestinale.

Altre cause. Allergie cutanee, dermatiti, diarrea cronica, parassiti intestinali e, in rari casi, la presenza di tumori alle ghiandole perianali possono scatenare o aggravare l'infiammazione.

Come riconoscere i sintomi: i segnali che il tuo cane ti sta mandando

Il tuo cane non può parlare, ma ti manda messaggi molto chiari. Ecco i comportamenti e i segni fisici a cui prestare attenzione.

Lo slittino. Il cane si siede e trascina il posteriore sul pavimento, sulle zampe anteriori. È il gesto più iconico e spesso il primo a comparire. Non sempre indica un problema alle ghiandole perianali (a volte è solo prurito), ma è un campanello d'allarme da non ignorare.

Leccamento e mordicchiamento. Il cane si gira insistentemente verso la coda, leccando o mordicchiando la zona perianale. Se notate che lo fa con frequenza anomala, soprattutto dopo la defecazione, è il momento di controllare.

Odore sgradevole e persistente. La secrezione infiammata ha un odore molto intenso, metallico, quasi di pesce avariato. Se il vostro cane emana questo odore anche dopo il bagnetto, il problema è quasi certamente lì.

Gonfiore, rossore, dolore. In fase più avanzata, potreste notare un rigonfiamento laterale all'ano, arrossamento e una reazione di dolore se provate a toccare la zona (attenzione: se il cane è molto dolorante, lasciate fare al veterinario).

Perdite di sangue o pus. Se vedete tracce di sangue o materiale purulento, significa che la ghiandola si è ascessualizzata e potrebbe essersi formata una fistola, cioè un foro di drenaggio verso l'esterno. In questo caso la visita veterinaria non è più rimandabile.

Come si fa la spremitura delle ghiandole perianali?

La spremitura è la manovra con cui si favorisce lo svuotamento manuale del contenuto delle ghiandole. Può essere eseguita dal veterinario, da un toelettatore esperto o, in alcuni casi, dal padrone stesso dopo aver ricevuto istruzioni precise.

Spremitura esterna. È la tecnica più delicata e quella che, se autorizzati dal veterinario, si può imparare a fare a casa. Si solleva la coda del cane e si posiziona un fazzolettino di carta sull'ano. Con pollice e indice si esercita una pressione delicata verso l'alto e verso l'esterno, ai lati dell'ano, come se si volessero "spremere" due piccoli sacchetti. La secrezione dovrebbe fuoriuscire dai due forellini laterali. Se non esce nulla o se il cane mostra dolore, fermatevi subito.

Spremitura interna. Questa manovra va eseguita esclusivamente dal veterinario. Richiede l'inserimento di un dito lubrificato nel retto del cane per comprimere la ghiandola tra il dito interno e il pollice esterno. È più efficace ma anche più invasiva, e non dovrebbe mai essere tentata a casa.

Quando evitare il fai-da-te. Se la zona è gonfia, calda, arrossata o dolente, non provate a spremere le ghiandole da soli. Potreste rompere i tessuti infiammati e causare un ascesso o una fistola. In questi casi serve il veterinario, che valuterà se è necessario un trattamento medico prima di procedere.

Confronto tra le soluzioni disponibili per il benessere perianale

Quando il problema è lieve o tende a recidivare, esistono prodotti e strategie che possono aiutare a mantenere la zona sana e a prevenire nuove infiammazioni. Ecco una panoramica delle opzioni.

| Tipologia di prodotto | A cosa serve | Pro | Contro |
| Integratori di fibra | Aumentano il volume fecale per favorire lo svuotamento naturale | Azione preventiva, non invasiva, facile da somministrare | Richiedono costanza; non risolvono un'infiammazione già in atto |
| Salviette detergenti specifiche | Pulizia quotidiana della zona perianale | Pratiche, lenitive, prevengono infezioni secondarie | Azione solo superficiale; non svuotano le ghiandole |
| Mangimi con fibra bilanciata | Alimentazione completa studiata per feci ben formate | Soluzione integrata, migliora la salute intestinale generale | Richiede cambio alimentare; costo superiore al mangime standard |
| Spray e soluzioni lenitive | Alleviano prurito e irritazione locale | Azione immediata sul fastidio, facili da applicare | Non risolvono la causa dell'infiammazione |

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Prevenzione quotidiana: le buone abitudini che fanno la differenza

La prevenzione è l'arma più efficace contro l'infiammazione delle ghiandole perianali, e si costruisce giorno per giorno con piccole attenzioni.

Alimentazione di qualità. Una dieta ricca di fibre ben bilanciate aiuta a produrre feci consistenti che, passando, esercitano la giusta pressione sulle ghiandole favorendone lo svuotamento naturale. Verdure come carote o zucchine, aggiunte alla razione quotidiana in piccole quantità e previo parere del veterinario, possono essere un valido aiuto. In commercio esistono anche mangimi specifici formulati proprio per supportare questa funzione.

Movimento regolare. L'esercizio fisico quotidiano stimola la motilità intestinale e contribuisce a mantenere una muscolatura tonica in tutta la zona pelvica. Una passeggiata di buon passo, oltre a fare bene al cane, favorisce anche la regolarità intestinale.

Controllo del peso. Mantenere il cane nel suo peso forma è fondamentale. Un cane in sovrappeso ha spesso feci meno formate e una muscolatura perianale meno efficiente. Pesate il cane regolarmente e regolate le porzioni di cibo in base al suo effettivo fabbisogno.

Osservazione quotidiana. Prendete l'abitudine di dare un'occhiata alla zona perianale del vostro cane almeno una volta alla settimana. Un controllo visivo rapido durante la toelettatura o dopo la passeggiata vi permette di cogliere subito eventuali arrossamenti o gonfiori.

Quando portare il cane dal veterinario: i segnali da non sottovalutare

Ci sono situazioni in cui il fai-da-te deve lasciare il posto alla competenza del medico veterinario. Ecco quando è indispensabile prenotare una visita.

Gonfiore e arrossamento evidenti. Se notate un rigonfiamento laterale all'ano, anche piccolo, non tentate di spremere le ghiandole a casa. L'infiammazione potrebbe essere già in fase di ascessualizzazione e una pressione scorretta può peggiorare la situazione.

Dolore alla palpazione o alla defecazione. Se il cane guaisce quando cerca di defecare o quando gli toccate la zona della coda, il fastidio è già importante. Il veterinario potrà valutare se è necessaria una sedazione per eseguire la manovra in sicurezza.

Sangue o pus visibili. La presenza di secrezioni anomale indica che l'infezione è già in corso. In questi casi il veterinario dovrà pulire la zona, eventualmente drenare un ascesso e impostare una terapia adeguata.

Recidive frequenti. Se il problema si ripresenta ogni poche settimane nonostante una corretta gestione, potrebbe esserci una causa predisponente che va indagata con esami più approfonditi.

FAQ: Domande frequenti sull'infiammazione delle ghiandole perianali nel cane

Come posso capire se il mio cane ha le ghiandole perianali infiammate?

Il segnale più tipico è lo "slittino", quando il cane striscia il posteriore sul pavimento. Altri sintomi includono il leccamento insistente della zona anale, un odore sgradevole e pungente, gonfiore o arrossamento visibile ai lati dell'ano e, nei casi più avanzati, difficoltà o dolore durante la defecazione. Se notate uno o più di questi comportamenti, è bene far controllare il cane dal veterinario.

Quali sono le cause principali dell'infiammazione delle ghiandole perianali?

La causa più comune è la mancata pressione durante la defecazione, spesso dovuta a feci cronicamente molli o a un'alimentazione povera di fibre. Anche la predisposizione anatomica (dotti escretori stretti), l'obesità, la vita sedentaria e alcune razze come Barboncini, Chihuahua e Beagle sono più soggette al problema. Allergie cutanee e parassiti intestinali possono contribuire.

Si possono spremere le ghiandole perianali a casa?

La spremitura esterna, se il cane collabora e non c'è infiammazione in atto, può essere insegnata dal veterinario ed eseguita a casa con delicatezza. La spremitura interna, che richiede l'inserimento di un dito nel retto, deve essere fatta esclusivamente dal veterinario. Se la zona è gonfia, arrossata o dolente, non bisogna mai tentare la spremitura casalinga: si rischia di causare un ascesso.

Cosa posso fare per prevenire l'infiammazione delle ghiandole perianali?

La prevenzione passa da un'alimentazione di qualità che produca feci ben formate, dall'esercizio fisico regolare e dal mantenimento del peso forma. Controllare periodicamente la zona perianale e, se il veterinario lo consiglia, utilizzare integratori di fibra o mangimi specifici può aiutare a mantenere le ghiandole correttamente funzionanti.

Quando devo preoccuparmi e portare subito il cane dal veterinario?

È necessario consultare il veterinario se notate gonfiore, arrossamento, dolore alla palpazione, perdite di sangue o pus dalla zona perianale, o se il cane mostra difficoltà a defecare. Anche le recidive molto frequenti, nonostante una corretta gestione casalinga, richiedono un approfondimento diagnostico per escludere cause predisponenti.

Approfondimenti Per informazioni veterinarie affidabili, rivolgiti sempre al tuo veterinario di fiducia o consulta le risorse della [FNOVI](https://www.fnovi.it), la Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani.

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Foto di Angel Luciano su Unsplash

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