Problemi al fegato nel cane e nel gatto: sintomi, cause e alimentazione
I problemi al fegato nel cane e nel gatto si riconoscono soprattutto da ittero (occhi, gengive e pelle gialli), vomito, perdita di appetito, stanchezza e dimagrimento. Le cause sono molte: infiammazioni croniche, lipidosi epatica nel gatto, shunt portosistemico, sostanze tossiche come lo xilitolo o alcuni farmaci per uso umano. Solo il veterinario può fare la diagnosi con esami del sangue ed ecografia; l’alimentazione, con una dieta epatica scelta insieme a lui, è una parte importante della gestione quotidiana.
Il fegato lavora in silenzio: filtra il sangue, produce proteine e bile, immagazzina energia e neutralizza molte sostanze. Proprio perché ha una grande riserva funzionale, i segnali di sofferenza spesso compaiono tardi. In questa guida vediamo come riconoscerli, quali sono le cause più frequenti in cani e gatti, come si arriva alla diagnosi e cosa cambia nella ciotola.
Sintomi: come capire se il fegato non funziona bene
All’inizio i segnali sono vaghi e facili da confondere con un semplice disturbo di stomaco. Quelli da non sottovalutare sono:
- Ittero: colorazione gialla del bianco degli occhi, delle gengive, dell’interno delle orecchie o della pelle della pancia. È il segno più tipico e richiede sempre una visita.
- Vomito e diarrea, a volte ricorrenti, talvolta con feci chiare o grigiastre.
- Perdita di appetito e dimagrimento: nel gatto anche due o tre giorni senza mangiare sono un campanello d’allarme.
- Sete e urina aumentate, con urine molto scure o color arancio.
- Stanchezza, voglia di stare nascosto, minore interesse per il gioco.
- Pancia gonfia per accumulo di liquido (ascite) nelle forme avanzate.
- Segni neurologici come disorientamento, andatura incerta, testa premuta contro il muro o salivazione, soprattutto dopo i pasti: possono indicare encefalopatia epatica, una complicazione seria.
Se noti ittero, segni neurologici o un gatto che non mangia, contatta subito il veterinario: sono situazioni che non vanno gestite con rimedi casalinghi.
Le cause più comuni nel cane e nel gatto
Epatopatie infiammatorie e croniche
Nel cane sono frequenti le epatiti croniche, che possono durare a lungo senza sintomi evidenti. In alcune razze, come Bedlington terrier, Labrador e Dobermann, è descritto un accumulo anomalo di rame nel fegato: per questo esistono diete epatiche a basso tenore di rame. Tra le cause infettive ci sono la leptospirosi e l’epatite infettiva canina, prevenibili con le vaccinazioni. Nel gatto sono comuni le colangiti, infiammazioni delle vie biliari spesso associate a problemi di intestino e pancreas.
Lipidosi epatica del gatto
È la malattia del fegato più tipica del gatto. Succede quando il gatto smette di mangiare per qualche giorno, per stress, malattia o una dieta troppo drastica: l’organismo mobilita i grassi di riserva, che si accumulano nel fegato più velocemente di quanto possa smaltirli. I gatti in sovrappeso sono i più esposti. Per questo un gatto non va mai messo a digiuno e la perdita di peso deve essere lenta e seguita dal veterinario, come spieghiamo nella guida su come far dimagrire il gatto in modo sano.
Shunt portosistemico
È un vaso sanguigno anomalo che fa “saltare” il fegato al sangue proveniente dall’intestino, che quindi non viene depurato. Di solito è congenito e si manifesta nei cuccioli con uno sviluppo scarso, segni neurologici dopo i pasti e scarsa tolleranza all’anestesia. È più frequente in cani di piccola taglia come Yorkshire, Maltese e Shih Tzu, ma può colpire anche il gatto. La correzione spesso è chirurgica, affiancata da una dieta specifica.
Sostanze tossiche e farmaci
Il fegato è il primo organo a subire le intossicazioni. Nel cane lo xilitolo, il dolcificante di chewing gum e prodotti “senza zucchero”, può causare ipoglicemia e un danno epatico grave anche in piccole quantità: ne parliamo in lo xilitolo è pericoloso per i cani. Sono pericolosi anche alcuni farmaci per uso umano, come il paracetamolo (tossico soprattutto per il gatto) e gli antinfiammatori non prescritti dal veterinario, oltre a funghi selvatici, alghe tossiche nelle acque stagnanti e alimenti contaminati da muffe. Cosa fare in caso di sospetto lo trovi nella guida sull’intossicazione nel cane.
Altre cause
Tumori primitivi o metastatici, malattie ormonali come diabete e ipercortisolismo, problemi cardiaci e l’età avanzata possono coinvolgere il fegato. A volte l’aumento degli enzimi epatici è solo un riflesso di una malattia di un altro organo.
La diagnosi dal veterinario
Non esiste un “test del fegato” unico. Il veterinario parte dalla visita e dalla storia dell’animale (cosa ha mangiato, farmaci, accesso a giardini o sostanze tossiche) e poi può richiedere:
- esami del sangue con enzimi epatici (ALT, ALP, GGT), bilirubina, albumina, glicemia, colesterolo e urea;
- acidi biliari a digiuno e dopo il pasto, utili per valutare la funzione del fegato e il sospetto di shunt;
- esame delle urine e test della coagulazione;
- ecografia addominale, per vedere dimensioni e struttura del fegato, delle vie biliari e dei vasi;
- quando serve, ago aspirato o biopsia, che richiedono sedazione o anestesia. Se il tuo gatto deve affrontarla, può esserti utile la guida sull’anestesia nel gatto.
Enzimi un po’ alti in un esame di routine non significano per forza una malattia grave: è il veterinario a interpretarli insieme agli altri dati e a decidere se ripetere gli esami.
Alimentazione: cosa cambia con un problema al fegato
La dieta non sostituisce la terapia, ma aiuta il fegato a lavorare meglio e l’animale a mantenere peso e forze. Le diete epatiche veterinarie, da usare sempre su indicazione del veterinario, hanno in genere queste caratteristiche:
- proteine di buona qualità e molto digeribili, in quantità moderata: non vanno tagliate a caso, perché servono per riparare i tessuti; si riducono solo in caso di encefalopatia e su indicazione del veterinario;
- basso tenore di rame, importante nelle epatopatie da accumulo di rame;
- energia da carboidrati e grassi facilmente utilizzabili, per risparmiare le proteine;
- antiossidanti come vitamina E e acidi grassi omega-3;
- fibre che aiutano l’intestino e riducono l’assorbimento di sostanze che il fegato dovrebbe smaltire.
Nella pratica conviene dividere la razione in pasti piccoli e frequenti, evitare avanzi della tavola, snack grassi e integratori non concordati, e lasciare sempre acqua fresca. Nel gatto la regola d’oro è che deve continuare a mangiare: se rifiuta il cibo il veterinario può proporre alimenti molto appetibili o la nutrizione assistita.
🐾 I consigli della Redazione: diete epatiche per il cane
- Exclusion Veterinary Diet Hepatic maiale, riso e piselli 400 g – umido dietetico monoproteico per cani adulti con insufficienza epatica cronica, a basso tenore di rame
- Vet Life Natural Canine Hepatic 2 kg – crocchette dietetiche per il supporto della funzione epatica
- Veterinary Diet Canine Hepatic 1,5 kg – alimento secco dietetico per l’insufficienza epatica cronica
Le diete epatiche si usano solo su indicazione del veterinario, che ne stabilisce anche la durata.
🐾 I consigli della Redazione: diete epatiche per il gatto
- Vet Life Natural Feline Hepatic 2 kg – crocchette dietetiche per gatti adulti che hanno bisogno di un supporto epatico
- Vet Life Natural Feline Hepatic 400 g – la stessa linea in formato umido
- Prolife Cat Diet Wet Hepatic 85 g – umido completo per il gatto adulto con insufficienza epatica cronica
Nel gatto con lipidosi o che non mangia, tipo di alimento e modalità di somministrazione li decide il veterinario.
Le diete epatiche per cane e gatto sono raccolte nella nostra collezione dedicata alle diete epatiche, da usare su indicazione del veterinario.
Integratori e mangimi complementari
Esistono prodotti pensati per sostenere la funzionalità epatica, che il veterinario può affiancare alla dieta. Non curano la malattia e non sostituiscono esami o terapie: vanno usati solo se lui li ritiene utili, con dosi e durata indicate.
🐾 I consigli della Redazione: complementari per la funzionalità epatica
- Lecurpet 60 compresse – integratore per il sostegno della funzionalità epatica di cane e gatto
- Normaliver Pet 50 g – integratore in polvere per la funzionalità epatica, da miscelare al cibo
Non sono farmaci e non curano le malattie del fegato: si affiancano alla terapia solo su indicazione del veterinario.
Prevenzione: cosa puoi fare ogni giorno
- Tieni fuori portata chewing gum, dolci “senza zucchero”, farmaci di casa e prodotti chimici.
- Non dare mai farmaci per uso umano senza il parere del veterinario.
- Mantieni il peso forma, soprattutto nel gatto, ed evita diete drastiche o digiuni.
- Rispetta il piano vaccinale del cane, che protegge da leptospirosi ed epatite infettiva.
- Negli animali anziani o nelle razze predisposte fai controlli periodici del sangue.
Domande frequenti
Il fegato ingrossato nel cane è sempre grave?
No. Il fegato può ingrossarsi per molte ragioni, alcune gestibili come malattie ormonali o l’effetto di alcuni farmaci. Serve però sempre capire la causa con esami del sangue ed ecografia.
Il mio gatto non mangia da due giorni: devo preoccuparmi per il fegato?
Sì, è meglio contattare il veterinario. Nel gatto il digiuno prolungato può scatenare la lipidosi epatica, soprattutto se è in sovrappeso.
Con un problema al fegato bisogna togliere le proteine?
No, non di propria iniziativa. Le proteine servono al fegato per ripararsi: le diete epatiche usano proteine molto digeribili in quantità moderata, e il veterinario le riduce solo in casi specifici come l’encefalopatia epatica.
Posso usare una dieta epatica senza diagnosi?
Meglio di no. Le diete epatiche sono alimenti dietetici studiati per condizioni precise: vanno usate su indicazione del veterinario, dopo gli esami.
Le malattie del fegato si possono curare?
Dipende dalla causa. Alcune forme si risolvono, altre sono croniche e si gestiscono nel tempo con terapia, dieta e controlli. Il veterinario è l’unico che può indicare il percorso adatto.
In sintesi
Ittero, vomito, inappetenza e stanchezza sono i segnali che devono far pensare al fegato, soprattutto nel gatto che smette di mangiare. La diagnosi passa da esami del sangue ed ecografia, e la dieta epatica, scelta con il veterinario, è uno degli strumenti più utili per accompagnare il tuo animale giorno dopo giorno.
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Le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono la visita veterinaria. Foto di copertina: “Close-up of a veterinarian examining a maltese dog with a stethoscope” di Nenad Stojkovic, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons (ritagliata). Foto nel testo: “Kitten check up at Guantanamo”, The National Guard, pubblico dominio, via Wikimedia Commons (ritagliata).
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