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Problemi al fegato nel cane e nel gatto: sintomi, cause e alimentazione

da Redazione di Scodinzolando 29 Sep 2026 0 Commenti

I problemi al fegato nel cane e nel gatto si riconoscono soprattutto da ittero (occhi, gengive e pelle gialli), vomito, perdita di appetito, stanchezza e dimagrimento. Le cause sono molte: infiammazioni croniche, lipidosi epatica nel gatto, shunt portosistemico, sostanze tossiche come lo xilitolo o alcuni farmaci per uso umano. Solo il veterinario può fare la diagnosi con esami del sangue ed ecografia; l’alimentazione, con una dieta epatica scelta insieme a lui, è una parte importante della gestione quotidiana.

Il fegato lavora in silenzio: filtra il sangue, produce proteine e bile, immagazzina energia e neutralizza molte sostanze. Proprio perché ha una grande riserva funzionale, i segnali di sofferenza spesso compaiono tardi. In questa guida vediamo come riconoscerli, quali sono le cause più frequenti in cani e gatti, come si arriva alla diagnosi e cosa cambia nella ciotola.

Sintomi: come capire se il fegato non funziona bene

All’inizio i segnali sono vaghi e facili da confondere con un semplice disturbo di stomaco. Quelli da non sottovalutare sono:

  • Ittero: colorazione gialla del bianco degli occhi, delle gengive, dell’interno delle orecchie o della pelle della pancia. È il segno più tipico e richiede sempre una visita.
  • Vomito e diarrea, a volte ricorrenti, talvolta con feci chiare o grigiastre.
  • Perdita di appetito e dimagrimento: nel gatto anche due o tre giorni senza mangiare sono un campanello d’allarme.
  • Sete e urina aumentate, con urine molto scure o color arancio.
  • Stanchezza, voglia di stare nascosto, minore interesse per il gioco.
  • Pancia gonfia per accumulo di liquido (ascite) nelle forme avanzate.
  • Segni neurologici come disorientamento, andatura incerta, testa premuta contro il muro o salivazione, soprattutto dopo i pasti: possono indicare encefalopatia epatica, una complicazione seria.

Se noti ittero, segni neurologici o un gatto che non mangia, contatta subito il veterinario: sono situazioni che non vanno gestite con rimedi casalinghi.

Gattino tigrato visitato con un oftalmoscopio per controllare gli occhi

Le cause più comuni nel cane e nel gatto

Epatopatie infiammatorie e croniche

Nel cane sono frequenti le epatiti croniche, che possono durare a lungo senza sintomi evidenti. In alcune razze, come Bedlington terrier, Labrador e Dobermann, è descritto un accumulo anomalo di rame nel fegato: per questo esistono diete epatiche a basso tenore di rame. Tra le cause infettive ci sono la leptospirosi e l’epatite infettiva canina, prevenibili con le vaccinazioni. Nel gatto sono comuni le colangiti, infiammazioni delle vie biliari spesso associate a problemi di intestino e pancreas.

Lipidosi epatica del gatto

È la malattia del fegato più tipica del gatto. Succede quando il gatto smette di mangiare per qualche giorno, per stress, malattia o una dieta troppo drastica: l’organismo mobilita i grassi di riserva, che si accumulano nel fegato più velocemente di quanto possa smaltirli. I gatti in sovrappeso sono i più esposti. Per questo un gatto non va mai messo a digiuno e la perdita di peso deve essere lenta e seguita dal veterinario, come spieghiamo nella guida su come far dimagrire il gatto in modo sano.

Shunt portosistemico

È un vaso sanguigno anomalo che fa “saltare” il fegato al sangue proveniente dall’intestino, che quindi non viene depurato. Di solito è congenito e si manifesta nei cuccioli con uno sviluppo scarso, segni neurologici dopo i pasti e scarsa tolleranza all’anestesia. È più frequente in cani di piccola taglia come Yorkshire, Maltese e Shih Tzu, ma può colpire anche il gatto. La correzione spesso è chirurgica, affiancata da una dieta specifica.

Sostanze tossiche e farmaci

Il fegato è il primo organo a subire le intossicazioni. Nel cane lo xilitolo, il dolcificante di chewing gum e prodotti “senza zucchero”, può causare ipoglicemia e un danno epatico grave anche in piccole quantità: ne parliamo in lo xilitolo è pericoloso per i cani. Sono pericolosi anche alcuni farmaci per uso umano, come il paracetamolo (tossico soprattutto per il gatto) e gli antinfiammatori non prescritti dal veterinario, oltre a funghi selvatici, alghe tossiche nelle acque stagnanti e alimenti contaminati da muffe. Cosa fare in caso di sospetto lo trovi nella guida sull’intossicazione nel cane.

Altre cause

Tumori primitivi o metastatici, malattie ormonali come diabete e ipercortisolismo, problemi cardiaci e l’età avanzata possono coinvolgere il fegato. A volte l’aumento degli enzimi epatici è solo un riflesso di una malattia di un altro organo.

La diagnosi dal veterinario

Non esiste un “test del fegato” unico. Il veterinario parte dalla visita e dalla storia dell’animale (cosa ha mangiato, farmaci, accesso a giardini o sostanze tossiche) e poi può richiedere:

  • esami del sangue con enzimi epatici (ALT, ALP, GGT), bilirubina, albumina, glicemia, colesterolo e urea;
  • acidi biliari a digiuno e dopo il pasto, utili per valutare la funzione del fegato e il sospetto di shunt;
  • esame delle urine e test della coagulazione;
  • ecografia addominale, per vedere dimensioni e struttura del fegato, delle vie biliari e dei vasi;
  • quando serve, ago aspirato o biopsia, che richiedono sedazione o anestesia. Se il tuo gatto deve affrontarla, può esserti utile la guida sull’anestesia nel gatto.

Enzimi un po’ alti in un esame di routine non significano per forza una malattia grave: è il veterinario a interpretarli insieme agli altri dati e a decidere se ripetere gli esami.

Alimentazione: cosa cambia con un problema al fegato

La dieta non sostituisce la terapia, ma aiuta il fegato a lavorare meglio e l’animale a mantenere peso e forze. Le diete epatiche veterinarie, da usare sempre su indicazione del veterinario, hanno in genere queste caratteristiche:

  • proteine di buona qualità e molto digeribili, in quantità moderata: non vanno tagliate a caso, perché servono per riparare i tessuti; si riducono solo in caso di encefalopatia e su indicazione del veterinario;
  • basso tenore di rame, importante nelle epatopatie da accumulo di rame;
  • energia da carboidrati e grassi facilmente utilizzabili, per risparmiare le proteine;
  • antiossidanti come vitamina E e acidi grassi omega-3;
  • fibre che aiutano l’intestino e riducono l’assorbimento di sostanze che il fegato dovrebbe smaltire.

Nella pratica conviene dividere la razione in pasti piccoli e frequenti, evitare avanzi della tavola, snack grassi e integratori non concordati, e lasciare sempre acqua fresca. Nel gatto la regola d’oro è che deve continuare a mangiare: se rifiuta il cibo il veterinario può proporre alimenti molto appetibili o la nutrizione assistita.

🐾 I consigli della Redazione: diete epatiche per il cane

Le diete epatiche si usano solo su indicazione del veterinario, che ne stabilisce anche la durata.

🐾 I consigli della Redazione: diete epatiche per il gatto

Nel gatto con lipidosi o che non mangia, tipo di alimento e modalità di somministrazione li decide il veterinario.

Le diete epatiche per cane e gatto sono raccolte nella nostra collezione dedicata alle diete epatiche, da usare su indicazione del veterinario.

Integratori e mangimi complementari

Esistono prodotti pensati per sostenere la funzionalità epatica, che il veterinario può affiancare alla dieta. Non curano la malattia e non sostituiscono esami o terapie: vanno usati solo se lui li ritiene utili, con dosi e durata indicate.

🐾 I consigli della Redazione: complementari per la funzionalità epatica

Non sono farmaci e non curano le malattie del fegato: si affiancano alla terapia solo su indicazione del veterinario.

Prevenzione: cosa puoi fare ogni giorno

  • Tieni fuori portata chewing gum, dolci “senza zucchero”, farmaci di casa e prodotti chimici.
  • Non dare mai farmaci per uso umano senza il parere del veterinario.
  • Mantieni il peso forma, soprattutto nel gatto, ed evita diete drastiche o digiuni.
  • Rispetta il piano vaccinale del cane, che protegge da leptospirosi ed epatite infettiva.
  • Negli animali anziani o nelle razze predisposte fai controlli periodici del sangue.

Domande frequenti

Il fegato ingrossato nel cane è sempre grave?

No. Il fegato può ingrossarsi per molte ragioni, alcune gestibili come malattie ormonali o l’effetto di alcuni farmaci. Serve però sempre capire la causa con esami del sangue ed ecografia.

Il mio gatto non mangia da due giorni: devo preoccuparmi per il fegato?

Sì, è meglio contattare il veterinario. Nel gatto il digiuno prolungato può scatenare la lipidosi epatica, soprattutto se è in sovrappeso.

Con un problema al fegato bisogna togliere le proteine?

No, non di propria iniziativa. Le proteine servono al fegato per ripararsi: le diete epatiche usano proteine molto digeribili in quantità moderata, e il veterinario le riduce solo in casi specifici come l’encefalopatia epatica.

Posso usare una dieta epatica senza diagnosi?

Meglio di no. Le diete epatiche sono alimenti dietetici studiati per condizioni precise: vanno usate su indicazione del veterinario, dopo gli esami.

Le malattie del fegato si possono curare?

Dipende dalla causa. Alcune forme si risolvono, altre sono croniche e si gestiscono nel tempo con terapia, dieta e controlli. Il veterinario è l’unico che può indicare il percorso adatto.

In sintesi

Ittero, vomito, inappetenza e stanchezza sono i segnali che devono far pensare al fegato, soprattutto nel gatto che smette di mangiare. La diagnosi passa da esami del sangue ed ecografia, e la dieta epatica, scelta con il veterinario, è uno degli strumenti più utili per accompagnare il tuo animale giorno dopo giorno.

Su Scodinzolando trovi le diete veterinarie per cane e gatto da usare su indicazione del veterinario. Spediamo in tutta Italia: spedizione gratuita da 49€ (5,00€ sotto i 49€), ordine affidato a GLS entro 48-72 ore lavorative e reso sempre gratuito entro 30 giorni.

Le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono la visita veterinaria. Foto di copertina: “Close-up of a veterinarian examining a maltese dog with a stethoscope” di Nenad Stojkovic, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons (ritagliata). Foto nel testo: “Kitten check up at Guantanamo”, The National Guard, pubblico dominio, via Wikimedia Commons (ritagliata).

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